Chi siamo

Chi siamo

La storia della DI RENZO PUBBLICITA' nasce nel 1983 grazie a un intuizione del Sig. Bruno,

che con la sua intraprendenza e volonta ferrea si è incamminato in un avventura a lui del tutto sconosiuta. Negli anni inpegno e costanza da lui profusi insieme a tutta la famiglia ha fatto si che questa piccolissima realtà venisse conosciuta non solo in ambito locale ma anche fuori dai confini della nostra regione. Nel 2001 il primo cambio generazionale, da Bruno la ditta passa a Marco suo figlio. Ma la mentalità aziendale non cambia, resta sempre legata alle forti radici della sua famiglia. Il tempo ha fatto si che il settore primario, cioè quello pubblicitario negli anni si evolvesse e si espandesse verso altre realtà commerciali, abbigliamento sportivo, da lavoro e antinfortunistica e tanto altro. Inoltre l'innata e forte passione di tutta la famiglia per il ciclismo fa si che l'impegno della DI RENZO PUBBLICITA' si diffondesse anche a favore dei giovani con la nascita di un gruppo ciclistico denominato ASD SANGRO BIKE.

Marco Di Renzo la carriera sportiva

 

DA WIKIPEDIA

Marco Di Renzo inizia a gareggiare all'età di 11 anni con il G.S. Marchionno di Paglieta. Nelle categorie giovanili vince in tre anni 20 gare. Nella categoria allievi passa alla De Luca Iezzi di Scafa dove in due anni si impone una volta su strada e 4 volte su pista. Nella categoria Juniores sempre nella stessa formazione vince al primo anno 1 gara su strada e 3 su pista mentre al 2º anno vince 9 volte su strada e 4 su pista. Approda al dilettantismo e nei primi tre anni ottiene pochi risultati tanto che decide di abbandonare la carriera ne 1989. Nel 1992, dopo una breve permanenza tra i cicloamatori, ritorna a gareggiare per il G.S. Bar D'Orazio dove in due anni vince 6 gare per poi approdare all'Autolelli di Vincenzo Santoni dove vince 10 gare tra nazioli e internazionali. Passa professionista nel 1996 con la Cantina Tollo-CoBo, squadra ciclistica con sede a Porto Sant'Elpidio.

Fin da questo primo anno si dimostra atleta generoso, con la spiccata dote di cercare la vittoria al termine di lunghe fughe da lontano, cosa che nel 1996 gli riesce per ben quattro volte: dopo un terzo posto al Gran Premio Costa degli Etruschi, si impone infatti in una tappa del Giro di Sardegna (3ª tappa Cagliari-Nuoro), in due tappe del Giro di Slovenia e soprattutto nell'undicesima tappa della Vuelta a España con arrivo a Salamanca (concluderà poi al 102º posto la corsa ad oltre tre ore dal vincitore Alex Zulle).

Alla Vuelta partecipa anche l'anno seguente, ma è costretto al ritiro. Nel 1997 e nel 1998 prende parte al Giro d'Italia dove si mette in mostra con qualche fuga, ma in entrambe le edizioni conclude all'ultimo posto che fino a qualche anno prima gli sarebbe valso con la maglia nera. Nel 1997 finisce infatti 110º con un distacco di 4.22'23" da Ivan Gotti, mentre nel 1998 è 94º a 3.14'18" da Marco Pantani.

Sempre al 1998 risale la sua quinta ed ultima vittoria da professionista, conquistata in Francia al Giro di Vandea, al termine di una fuga.

Per due anni di fila (1998 e 1999) è anche protagonista della classicissima di inizio stagione, la Milano-Sanremo: in entrambi i casi resta allo scoperto per oltre 200 chilometri prima di essere raggiunto dal gruppo. Nel 1999 è anche terzo in una tappa del Giro di Danimarca, mentre nel 2000 conquista l'ultimo piazzamento di rilievo nella corsa di casa, il Trofeo Matteotti, che si svolge ogni anno a Pescara, dove termina al quinto posto.

In cinque anni di professionismo ottenne numerosi piazzamenti tra i primi dieci posti diventando un ottimo riferimento per i compagni di squadra e dei suoi capitani.

A fine 2000 decide di ritirarsi dall'attività agonistica per dedicarsi alla famiglia e al suo attuale lavoro.